Notti insonni

Ho gestito tanti blog. Ho abbandonato tanti blog che ho gestito. Cos’avrà questo di diverso? Niente, probabilmente finirà nel dimenticatoio insieme agli altri. Però intanto avevo voglia di crearlo. Quindi eccoci qui, questa volta a parlare di libri. Il primo articolo lo voglio dedicare a un’autrice speciale e che non riesco a togliermi dalla testa da quando l’ho incontrata, due giorni fa: Alice Basso. Prima d’iniziare, qualche piccola nota su chi sia. 

Biografia

Alice Basso è nata nel 1979 a Milano e ora vive in un ridente borgo medievale fuori Torino. Lavora in una casa editrice. Nel tempo libero finge di avere ancora vent’anni e canta in una band di rock acustico per cui scrive anche i testi delle canzoni. Suona il sassofono, ama disegnare, cucina male, guida ancora peggio e di sport nemmeno a parlarne.

Ecco. Tutto ció è estremamente riduttivo. Il 31 maggio sono andata alla Feltrinelli di Genova per assistere alla presentazione del suo secondo libro (“Scrivere è un mestiere pericoloso”) e quindi non riesco più a smettere di pensarci. È così BOOM. Davvero. Ho paura di diventare una stalker. Ma non posso farci niente se mi sta simpatica. Però ho un nuovo idolo e ben due autugrafi suoi, capite? Con tanto di dedica. Sono pure arrivata con due (manco a farlo apposta) ore di anticipo, e mi giustifico con il fatto che abito in un’altra regione. Sono stata due ore lunghe, trascorse andando avanti e indietro per il piano un sacco di volte. Ho chattato. Ho sfogliato le copie dei libri che mi ero portata. Piano piano la stanza ha iniziato a riempirsi e la mia ansia a crescere. Poi è entrata, alle 18 precise. L’ho salutata e mi ha stretto la mano. Stendiamo un velo pietoso sulla mia timidezza, non ne voglio parlare. Fatto sta che per novanta minuti ci ha raccontato dei vari personaggi e in che modo ha inserito se stessa tra le pagine. Poi purtroppo è finito e le ho detto che l’adoro. Come sono disagiata ❤️.

Tutto ebbe inizio la mattina di Natale, quando io e il primo romanzo c’incontrammo sotto l’albero. Confesso che l’avevo già intravisto sul tavolo della cucina ed è stato amore a prima vista. Cosa c’è di più bello dei libri che parlano di libri? Lo stile di Alice Basso, poi, è fresco, frizzante, genuino, purissima, leviss- ok, la smetto. Prometto che le prossime recensioni saranno più serie.    Intanto non vedo l’ora di leggere il prossimo libro, che per adesso è ancora in fase di stesura. I primi due romanzi da lei scritti sono i seguenti. 

L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome


Dietro un ciuffo di capelli neri e vestiti altrettanto scuri, Vani nasconde un viso da ragazzina e una innata antipatia verso il resto del mondo. Eppure proprio la vita degli altri è il suo pane quotidiano. Perché Vani ha un dono speciale: coglie l’essenza di una persona da piccoli indizi e riesce a pensare e reagire come avrebbe fatto lei. Un’empatia profonda e un intuito raffinato sono le sue caratteristiche. E di queste caratteristiche ha fatto il suo mestiere: Vani è una ghostwriter per un’importante casa editrice. Scrive libri per altri. L’autore le consegna la sua idea, e lei riempie le pagine delle stesse parole che lui avrebbe utilizzato. Un lavoro svolto nell’ombra. E a Vani sta bene cosi. Anzi, preferisce non incontrare gli scrittori per cui lavora. Fino al giorno in cui il suo editore non la obbliga a fare due chiacchiere con Riccardo, autore di successo in preda a una crisi di ispirazione. I due si capiscono al volo e tra loro nasce una sintonia inaspettata fatta di citazioni tratte da Hemingway, Fitzgerald, Steinbeck. Una sintonia che Vani non credeva più possibile con nessuno. Per questo sa di doversi proteggere, perché, dopo aver creato insieme un libro che diventa un fenomeno editoriale senza paragoni, Riccardo sembra essersi dimenticato di lei. E quando il destino fa incrociare di nuovo le loro strade, Vani scopre che le relazioni, come i libri, spesso nascondono retroscena insospettabili.

Scrivere è un mestiere pericoloso 


Un gesto, una parola, un’espressione del viso. A Vani bastano piccoli particolari per capire una persona, per comprenderne il modo di pensare. Una dote speciale di cui farebbe volentieri a meno. Perché Vani sta bene solo con sé stessa, tenendo gli altri alla larga. Ama solo i suoi libri, la sua musica e i suoi vestiti inesorabilmente neri. Eppure, questa innata empatia è essenziale per il suo lavoro: Vani è una ghostwriter di una famosa casa editrice. Un mestiere che la costringe a rimanere nell’ombra. Scrive libri al posto di altri autori, imitando alla perfezione il loro stile. Questa volta deve creare un ricettario dalle memorie di un’anziana cuoca. Un’impresa più ardua del solito, quasi impossibile, perché Vani non sa un accidente di cucina, non ha mai preso in mano una padella e non ha la più pallida idea di cosa significhino termini come scalogno o topinambur. C’è una sola persona che può aiutarla: il commissario Berganza, una vecchia conoscenza con la passione per la cucina. Lui sa che Vani parla solo la lingua dei libri. Quella di Simenon, di Vázquez Montalbán, di Rex Stout e dei loro protagonisti amanti del buon cibo. E, tra un riferimento letterario e l’altro, le loro strambe lezioni diventano di giorno in giorno più intriganti. Ma la mente di Vani non è del tutto libera: che le piaccia o no, Riccardo, l’affascinante autore con cui ha avuto una rocambolesca relazione, continua a ripiombarle tra i piedi. Per fortuna una rivelazione inaspettata reclama la sua attenzione: la cuoca di cui sta raccogliendo le memorie confessa un delitto. Un delitto avvenuto anni prima in una delle famiglie più in vista di Torino. Berganza abbandona i fornelli per indagare e ha bisogno di Vani. Ha bisogno del suo dono che le permette di osservare le persone e scoprirne i segreti più nascosti. Eppure la strada che porta alla verità è lunga e tortuosa. A volte la vita assomiglia a un giallo. È piena di falsi indizi. Solo l’intuito di Vani può smascherarli. “L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome” è stato uno degli esordi più amati dai lettori e dalla stampa più autorevole. Lo stile unico e la forza narrativa di Alice Basso hanno conquistato tutti. Come la sua esilarante protagonista, Vani, che torna con un nuovo libro da scrivere, un nuovo caso da risolvere e un nuovo inaspettato nodo sentimentale da sciogliere.

Alice Basso e Barbara Fiorio alla Feltrinelli. Foto scattata da “la Feltrinelli Genova”

Con questo è tutto, andate in pace e leggete i libri di Alice Basso. 

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