Recensione – Il dio delle piccole cose

Torno con una nuova recensione!


Autrice: Arundathi Roy           Genere: Narrativa                          Prima pubblicazione: 1997       Prezzo di copertina: 5€           Numero di pagine: 356                 Casa editrice: Tascabili degli Editori Associati

L’autrice


Arundhati Roy (Shillong, 24 novembre 1959) è una scrittrice indiana, nonché un’attivista politica impegnata nei movimenti anti-globalizzazione. Arundhati Roy inizia a scrivere “Il dio delle piccole cose” nel 1992 e lo conclude quattro anni dopo. Il libro è semi-autobiografico e racconta molta dell’infanzia trascorsa ad Aymanam. Il libro riscuote grande successo ed oltre ad essere premiato è stato tradotto e pubblicato in ventuno nazioni. A tutt’oggi, “Il dio delle piccole cose” è l’unico romanzo scritto dalla Roy. Da quando ha vinto il Premio Booker, Arundhati Roy ha preferito concentrare la propria attività di scrittrice scrivendo saggi su questioni politiche e sociali.

La trama

Il dio delle piccole cose” narra la vicenda di una donna che lascia il marito violento e torna a casa con i suoi due bambini, i gemelli Estha e Rahel, maschio e femmina. Ma nell’India meridionale dei tardi anni Sessanta, una donna divorziata come Ammu si ritrova priva di una posizione sociale riconosciuta; a maggior ragione se commette l’errore imperdonabile di innamorarsi di un paria. Non è dunque una vita facile quella toccata ai due gemelli, legati nel profondo da “un’unica anima siamese”. Attraverso lo sguardo di Estha e Rahel, prende forma la storia di un grande amore, in cui si riflette il tema universale dei sentimenti in conflitto con le convenzioni.

Un estratto 

Da un punto di vista strettamente pratico, si potrebbe forse dire che tutto cominciò con l’arrivo di Sophie Mol ad Ayemenem. Forse è vero che tutto può cambiare in un giorno. Che poche manciate di ore possono condizionare l’esito di vite intere. […] Eppure, dire che tutto cominciò con l’arrivo di Sophie Mol ad Ayemenem è solo uno dei modi di considerare la faccenda. Si potrebbe sostenere altrettando giustamente che in realtà tutto ebbe inizio migliaia di anni prima. Molto prima che arrivassero i marxisti. Prima che gli inglesi conquistassero il Malabar, prima della dominazione portoghese, prima dell’arrivo di Vasco de Gama, prima che lo Zamorin conquistasse Calicut. […] Si potrebbe sostenere che cominciò prima che il cristianesimo arrivasse dal mare e si diffondesse nel Kerala come il tè da una bustina immersa nell’acqua. Che tutto cominciò davvero nei giorni in cui furono fissate le Leggi dell’Amore. Le leggi che stabiliscono chi si deve amare, e come. E quanto.

La recensione 

Innanzitutto è d’obbligo precisare che il romanzo non racconta solo la storia di una donna, Anmu, ma s’incastra con le vite di una lunga serie di personaggi e della stessa India in cui le vicende si svolgono. Proprio per questo, a primo impatto, “Il dio delle piccole cose” non è affatto un libro semplice da leggere. La storia ruota attorno a un evento ben preciso e a una protagonista riconosciuta, ma per meglio definire il ruolo e la personalità di ogni personaggio la narrazione è un continuo susseguirsi di sbalzi tra la biografia di uno e dell’altro e tra presente e passato. Troviamo quindi tante storie una dentro l’altra. Da una parte ciò ha reso la lettura intrigante, dall’altra è progressivamente diventato pesante da sopportare e ha interrotto la narrazione principale.

Indubbiamente è uno di quei libri che difficilmente si scordano con il passare del tempo, sia per lo stile pesante che per i contenuti forti.

Le descrizioni sono infatti lunghe e dettagliate, spesso ripetitive, a mio parere alcune anche superflue e che invece di tenere col fiato sospeso annoiano e basta. Per esempio:


I temi trattati non sono facili: morte, adulterio, incesto, stupro, violenza. L’autrice non risparmia dettagli macabri e le va il merito di riuscire a suscitare emozioni  verso gli eventi come per i personaggi, entrambi estremamente realistici e drammatici.

Non è chiaro che cosa Arundathi Roy volesse ottenere con questo libro, se una storia capace di emozionare o essenzialmente la testimonianza di un’epoca. Fatto sta che Rahel, Esta, Anmu, Velutha, Sophie Mol, Baby Kochamma e tutti gli altri sono personaggi che restano attaccati alla pelle del lettore, una sensazione piacevole quanto fastidiosa. “Il dio delle piccole cose” è probabilmente una delle letture che chiunque dovrebbe provare almeno una volta, ma che difficilmente sarei tentata di ripetere.

Annunci

One thought on “Recensione – Il dio delle piccole cose

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...