Recensione – Jane Eyre


Autrice: Charlotte Brontë    Genere: Narrativa inglese            Prima pubblicazione: 1847       Prezzo di copertina: 11€       Numero di pagine: 690+ pagine di contenuti extra                              Casa editrice: Mondadori (Oscar Junior)

L’autrice


Charlotte Brontë (Thornton, 21 aprile 1816 – Haworth, 31 marzo 1855) è stata una scrittrice inglese, la maggiore di età tra le tre sorelle Brontë, i romanzi delle quali sono diventati dei classici della letteratura inglese.

La trama

 Jane Eyre  è un’orfana costretta a crescere nella casa della ricca Zia Reed, continuamente umiliata e sottomessa dalla parente e dai cugini. Le cose sembrano migliorare quando viene mandata alla scuola di Lowood e successivamente diventa governante presso Thornfield Hall, ma un’inquietante segreto si aggira di notte tra le mura della villa…

Un estratto

In quel momento mi rendevo conto che il mondo era vasto e che un campo pieno di speranze e di paure, di sensazioni e di esaltazioni aspettava chi aveva il coraggio di affrontarlo e di cercare la vera conoscenza della vita fra i suoi pericoli.Andai alla finestra, l’aprii e guardai fuori.

La recensione 

Quando il mese scorso ho recensito “Anna dai capelli rossi” (qui potete scoprire cosa ne penso), mi sono ripromessa di continuare a leggere classici e, soprattutto, classici per ragazzi. Tuttavia quello con “Jane Eyre” è stato un vero e proprio colpo di fulmine, nel senso che mi si è davvero mosso qualcosa dentro quando l’ho visto. Aggiungo inoltre che l’edizione trovata è, esteticamente parlando, ricca di fascino.



È facile che un lettore si scoraggi di fronte all’enorme numero di pagine (690), eppure scorrono così velocemente che ho impiegato poco più di dieci giorni per finirlo. Nonostante risalga al 1847 è scritto in un linguaggio quasi moderno(utilizzerei odierno), chiaro, sublime nelle piacevoli descrizioni di paesaggi e realistico mei dialoghi.

Si tratta di uno di quei libri che non si riduce a raccontare solo una storia, ma si spinge oltre cercando (e riuscendo) a creare un intreccio di vite ed eventi, senza risultare pesante e anzi, aumentando la suspence e impedendo al lettore di staccare gli occhi dalle pagine. Come scrive Valeria Parrella nella presentazione, “Jane Eyre” non è solo una storia d’amore tormentata ma anche un giallo e un dettagliato resoconto di come si viveva nell’Ottocento.
I personaggi sono l’anima del romanzo, capaci di suscitare emozioni con le loro idee, le loro azioni e la loro vita. Ho amato il fatto che i due protagonisti non siamo fondamentalmente belli fuori, ciò viene ribadito numerose volte, ma spesso e volentieri sono superiori alle affascinanti donne o agli eleganti uomini che frequentano gli ambienti in cui si svolge il romanzo.

Qualche parola va spesa anche verso i temi affrontati, che, come ho già detto prima, non si riducono solo all’amore: filo conduttore é l’ emancipazione femminile, la resistenza, il perdono, insieme all’ipocrisia, alla ricchezza, alla morte e a Dio.

Per concludere, vorrei citare una bellissima frase sempre della Parrella:

Jane è fragile in una società massacrante: è bambina, e poi è donna, in una società e in una cultura in cui i bambini sono da forgiare più che da accompagnare, e le donne sono ricche oppure serve. Allora la ribellione di Jane, che non può nulla, in cosa consiste? Jane resiste. E resiste a voce così alta che ancora oggi, dopo 169 anni, noi parliamo e rileggiamo Jane Eyre.



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