Recensione – Ovunque tu sarai 


Autrice: Fioly Bocca                 Genere: Narrativa                      Prima pubblicazione: 2015       Prezzo di copertina: 6,90 € Numero di pagine: 156                   Casa editrice: Giunti 

L’autrice


Fioly Bocca vive sulle colline del Monferrato ed è madre di due figli. Laureata in Lettere all’Università degli Studi di Torino, si è specializzata con un corso in redazione editoriale.

“Ovunque tu sarai”, il suo romanzo d’esordio nel 2015, è stato un grande successo del passaparola. I diritti di traduzione sono stati venduti in due Pae­si, Norvegia e Germania. Nel 2016 pubblica, sempre con Giunti, “L’emozione in ogni passo”.

La trama 

Anita vive da tanti anni a Torino ma è cresciuta sulle Dolomiti, dove il vento soffia sempre e l’aria è fresca, dove l’aria trasparente profuma sempre di legno e di terra, e dove negli ultimi tempi è costretta a tornare a causa della terribile malattia di sua madre, che peggiora ogni giorno di più. È giusto mentire per proteggere chi ami? Anita decide di sì e ogni sera, quando si mette al computer per scrivere l’e-mail della buonanotte a sua mamma, racconta un sacco di bugie. Non le dice che il lavoro all’agenzia letteraria non le piace per niente, né che il suo fidanzato, Tancredi, è distratto, assente e certo non muore dalla voglia di fare piani concreti. Anzi, Anita descrive i preparativi per le nozze, immagina la chiesa del paese addobbata di fiori e i bambini che verranno. Finché un giorno, sul treno che la riporta a Torino, ogni finzione crolla di fronte agli occhi esotici di Arun, due occhi profondi che sanno guardare davvero, e a cui basta un istante per leggere tutta la tristezza di Anita. Ma chi è questo scrittore per bambini che ama il mare d’inverno? E perché, anche se vuole tenerlo lontano, qualcosa la riporta insistentemente a lui?

Un estratto 

Non sopporto di assistere allo scacco del suo coraggio, della sua resistenza caparbia. Esco, con una scusa qualunque, per nascondere la rabbia. Come un automa mi dirigo verso la panca che affaccia sulla piccola valle sotto casa mia. È sempre stato il mio posto speciale. 

È una panca spartana, quattro assi di legno inchiodate accanto al vecchio ciliegio. Lì sotto mio nonno faceva il fieno quando ero piccola, lo vedevo arrancare per quella riva impervia col suo carico sulle spalle avvolto in un vecchio telo di iuta, un po’ curvo sotto il suo peso ma con lo sguardo rivolto verso l’alto, fiero e profondo com’era lui. 

Su quella panca mi sono abbandonata milioni di volte, ascoltando cori di grilli, col sole che batteva sulla pelle mentre il mio sguardo vagava oltre, là dietro dove c’è il bosco, e sopra, dove i miei monti sono sentinelle impettite e benevole. Non c’è niente a cui non abbia pensato da lì.

Alla mia vita, ai miei amori

La recensione 

“Ovunque tu sarai” è un libro breve, con poco di più di cento pagine. I protagonisti sono Anita, Aurun e il loro amore, nato durante una chiacchierata in treno. E proprio le parole e i loro significati, quelle parole che Anita scrive alla madre e che Aurun rivolge ai bambini, occupano uno spazio centrale nella vicenda. Tuttavia, le parole che Fioly inserisce nella mente e nella bocca dei propri personaggi sono parole auliche, belle nelle descrizioni ma improbabili in un dialogo tra persone di quest’epoca. Aurun in particolare parla come scrive e l’effetto che mi ha lasciato è stato qualcosa come “Ma quindi ‘sto qua si è studiato le battute a memoria?” Inoltre spesso compare la frase “Se potesse telefonarmi il Futuro, mi direbbe [inserirerivelazionediturno]” che a lungo andare stanca. 

L’atmosfera è molto fiabesca ed effettivamente alcuni eventi risultano forzati. Nella prima parte, la mancanza di colpi di scena rende la lettura un po’ lenta. Diventa maggiormente avvincente nella seconda, sebbene io non abbia provato particolare empatia verso la protagonista: non c’è niente in lei che mi abbia colpita o spinto a tifarla.  

“Ovunque tu sarai” esprime comunque un bel messaggio di speranza, forza ed è un invito a prendere in mano la propria vita per migliorarla. È inoltre curioso notare come i personaggi chiave inizino tutti con la lettera “A”: Anita, Aurum, Agnese, Antonio, Angela,… 

Per essere un romanzo d’esordio è molto buono e risulta evidente il talento di Fioly Bocca, a cui però consiglierei di orientarsi verso un genere diverso. 


 

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