Recensione – Una piccola bestia ferita 

Dopo una prima domenica senza le repliche di “Provaci ancora prof!”, inauguriamo il lunedì con la recensione del secondo libro da cui è tratta la serie. 

Qui la recensione del prequel

  • Autrice: Margherita Oggero
  • Genere: giallo, comico, sentimentale 
  • Prima pubblicazione: 2003
  • Prezzo di copertina 9,50€
  • Numero di pagine:246
  • Casa editrice: Mondadori 

L’autrice 


Margherita Oggero (Torino, 22 marzo 1940) è una scrittrice e insegnante italiana. Il suo primo romanzo, pubblicato da Arnoldo Mondadori Editore nel 2002, è “La collega tatuata” da cui è stato tratto il film “Se devo essere sincera”, di Davide Ferrario, con Luciana Littizzetto).

La trama

Karin Levrone è una ragazzina belloccia e arrogante tanto quanto il fratello Christian è goffo e impacciato. Forse è superfluo precisare a quale dei fratelli Levrone vadano le simpatie della professoressa. Ma evidentemente, dove c’è lei, la “profia”, prima o poi arrivano anche le grane, perché adesso la nostra insegnante si trova a indagare proprio sul rapimento di Karin Levrone e sul dramma che subito ne consegue, l’assassinio del fidanzatino della ragazza che, avventatamente, s’era messo a cercarla.

Un estratto 

L’aveva fiutato subito, l’odore di infelicità.

Continuava a sentirlo ogni volta che incrociava il ragazzo nell’androne, davanti alla porta dell’ascensore o su per le scale. L’infelicità la paura l’eccitazione sessuale l’ira hanno odori precisi: i cani li distinguono benissimo. E anche lei, che non era un cane ma che quasi o compensare lo sguardo sfocato da miope e l’imbarazzante mancanza di senso dell’orientamento  possedeva un olfatto finissimi. Un olfatto assoluto. 

[…]

Levrone. Di cognome il ragazzo fa Levrone, e di nome Cristian o forse Christian, l’acca nobilita e favorisce il salto di classe insieme alla jei all’ipsilon e alla kappa, così tutti discendono dai Paleologi o di Carlo Magno. Perfino madama Buonpeso – la preside – grazie a una ipsilon finirà col trovarsi un antenato illustre, un quadrisnonno del bisnonno di suo cuginoa che ha partecipato a una crociato, sia pure la più miseranda e sfigata, omessa da tutti i manuali di storia.

La recensione 

Corre voce che se conosci la profia Camilla Baudino prima o poi ti beccherai qualche grana. Non importa chi tu sia: studente, amico, vicino di casa, parente, o persino commissario di polizia, è sicuro, guarda, ma proprio certo, che qualcosa ti toccherà e un morto ci scapperà necessariamente. Questa volta la sfiga ha puntato verso i vicini di casa e più precisamente sulla figlia neodiciottenne dei ricchi Levrone. La vittima Karin non appare mai direttamente se non nel finale, ma Camilla (che tra l’altro non viene mai nominata, proprio come nel primo libro) ne delinea da subito un quadro ben definito: arrogante, viziata, spocchiosa, tutto il contrario del fratello Cristian, il classico secchione goffo e impacciato, che ricoprirà un ruolo fondamentale nelle indagini. 

Non cambia lo stile della Oggero e rimane prorompente, spiazzante, ironico e sfacciato: l’autrice si diverte a fare giochi di parole, a divagarsi, a descrivere minuziosamente le riflessioni di Camilla e lo fa senza peli sulla lingua. La scelta di ricorrere alla terza persona risulta devastante e provoca un senso di smarrimento, ma riuscire ad abituarcisi non è impossibile. 

Per quanto riguarda il fattore giallo, ho trovato il caso più complesso rispetto al primo e maggiormente stimolante: ho provato a indagare anche io, a cercare indizi tra le righe, a immaginarmi i moventi, ed ero pure convinta di averci visto giusto, per poi constatare di essere andata totalmente fuori strada. Mi rifarò col più semplice “Don Matteo”.

Il triangolo Gaetano – Camilla – Renzo è presente ma decisamente meno sviluppato che ne “La collega tatuata”. Camilla inizia a provare gelosia per il commissario ma la scaccia come un fastidioso moscerino e si improvvisa pure agente matrimoniale per trovargli una dolce metà. C’è da chiedersi quindi perché la serie TV si chiami “Provaci ancora prof!” e non “Provaci ancora Gaetano!”… Vedremo come andranno le cose nel terzo libro.

 

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