Recensione – Il signore delle mosche 

In collaborazione con Cartolibreria Brivio srl Mondadori Junior.

  • Autore: William Golding
  • Genere: avventura 
  • Prima pubblicazione: 1954
  • Prezzo di copertina:
  • Numero di pagine
  • Casa editrice: Mondadori (Oscar Junior) 

L’autore 

Sir William Gerald Golding (Newquay, 19 settembre 1911 – Perranarworthal, 19 giugno 1993) è stato uno scrittore britannico.
Fu insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1983.

La trama 

Un aereo precipita in mare, unica salvezza è l’isola disabitata che si trova nei pressi. Al disastro gli unici sopravvissuti sono un gruppo di ragazzi inglesi, tutti di buona famiglia borghese nell’età della preadolescenza, assieme ad altri molto più piccoli; insieme si mettono subito all’opera nel tentativo di auto-organizzarsi e governarsi con regole precise pur essendo senza alcun aiuto né controllo da parte di un’autorità adulta. Ma, molto presto, la loro vita si trasforma in un incubo infernale: qualcosa comincia a non funzionare più come dovrebbe, emergono difatti paure ancestrali del tutto irrazionali e comportamenti antisociali, da cui si sviluppa una vicenda che metterà a nudo gli aspetti più selvaggi e ‘bestiali’ della natura umana.

Un estratto 

Gemette sommessamente. Per quanto fosse stanco, non poteva riposare e abbandonarsi al sonno, per paura della tribù. Non era possibile entrare spavaldamente nel forte, dire: “Facciamo la pace”, fare una risatina e dormire con gli altri? Far finta che fossero ancora tutti dei ragazzi, degli scolari che avevano detto: “Sì, signor professore”, e avevano portato il berretto della scuola? Alla luce del sole avrebbe potuto rispondere di sì, ma al buio, e col terrore della morte addosso, no. Nascosto lì al buio, sapeva di essere un fuorilegge.

La recensione 

Era da un po’ che avevo intenzione di leggere “Il signore delle mosche”, incuriosita dalla trama e dalla popolarità del libro. Immaginavo una storia ricca di avventure e di emozioni, eppure così non è stato. Nonostante l’idea lasci ben presagire (un gruppo di ragazzi dispersi su un’isola che scendono pian piano nella barbarie), ci sono due fattori che hanno reso la lettura poco soddisfacente:

1. Il contesto vago in cui si svolge la vicenda: non sappiamo cosa ci facesse un gruppo di ragazzi su un aereo, dove fossero diretti. Si parla di una guerra in corso ma non viene precisata quale.

2. Lo stile. A tratti semplice e a tratti elaborato, ci sono frasi che ho dovuto rileggere più volte perché non comprese o per distrazione. Qualcosa, non so bene cosa, lo rende decisamente lento e pesante. Macabro è macabro, ma non tanto quanto mi aspettavo. 

Ciò che invece ho apprezzato particolarmente sono i personaggi, ben definiti, caratterizzati e in cui si ci può immedesimarsi facilmente. Ognuno di essi nasconde un preciso significato: Ralph è la democrazia, Piggy la ragione, Jack la dittatura e via dicendo. 

In conclusione, nel complesso l’ho trovato interessante ma mi aspettavo molto di più.

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