Recensione – Harry Potter e la maledizione dell’erede

Uno dei lavori più attesi e discussi dell’anno, sold out ovunque, se ne sono dette di cotte e di crude… E adesso vi riserbo l’onore di scoprire il mio giudizio. 

  • Autori: John Tiffany, Jack Thorne, J. K. Rowling
  • Genere. fantasy 
  • Prima pubblicazione: 2016
  • Prezzo di copertina:19,80€
  • Numero di pagine: 342
  • Casa editrice: Salani

Gli autori 

John Tiffany (1971) è un direttore teatrale inglese. Ha diretto profusion internazionali come “Black Watch” e “Once” e vinto un Tony Award, un Olivier Award, un Drama Desk Award r un Obie Award.

Jack Thorne é uno sceneggiature e scrittore britannico. Nasce a Bristol, in Inghilterra, e nella sua carriera si è destreggiato con disinvoltura tra radio, teatro, cinema, e, principalmente,  televisione. 

Joanne Rowling (Yate, 31 luglio 1965) è una scrittrice e sceneggiatrice britannica.

La sua fama è legata alla serie di romanzi di “Harry Potter”, che ha scritto firmandosi con lo pseudonimo J. K. Rowling (in cui “K” sta per Kathleen, nome della nonna paterna), motivo per cui la scrittrice è spesso indicata impropriamente come Joanne Kathleen Rowling.. Nel 2013 pubblica la sua prima opera con lo pseudonimo di Robert Galbraith. Nel 2011 è stata inserita da Forbes nella classifica delle donne più ricche del Regno Unito.

La trama 

È sempre stato difficile essere Harry Potter e non è molto più facile ora che è un impiegato del Ministero della Magia oberato di lavoro, marito e padre di tre figli in età scolare. Mentre Harry Potter fa i conti con un passato che si rifiuta di rimanere tale, il secondogenito Albus deve lottare con il peso dell’eredità famigliare che non ha mai voluto. Il passato e il presente si fondono minacciosamente e padre e figlio apprendono una scomoda verità: talvolta l’oscurità proviene da luoghi inaspettati. 

Un estratto 

SILENTE

Harry, non c’è mai una risposta perfetta in questo confuso mondo emotivo. La perfezione è fuori dalla portata dell’umanità, fuori dalla portata della magia. In ogni luccicante momento di felicità è nascosta questa goccia di veleno: la consapevolezza che il dolore tornerà. Sii sincero con le persone che ami, mostra il tuo dolore.Soffrire è altrettanto umano che respirare. 

La recensione 

Prima di iniziare va ribadito che “Harry Potter e la maledizione dell’erede” non è un libro, ma bensì una sceneggiatura per il primo spettacolo teatrale ufficiale. Questo significa che non troverete una narrazione in prosa ma esclusivamente dialoghi  e indicazioni  di scena.  Fatta tale premessa, possiamo passare alla recensione vera e propria. 

Innanzitutto ammetto che inizialmente ho faticato a seguire gli eventi, data la tipologia di testo. Non ci si può aspettare piena scorrevolezza da una manciata di battute dietro l’altra, tuttavia sono rimasta stupita di come la lettura sia diventata ritmica man mano che progrediva.

Mi è molto piaciuta la caratterizzazione e il ruolo di Severus Snape, da sempre il mio personaggio preferito, mentre ho trovato scontata e quasi demenziale quella di Ron, qui ridotto a figura marginale e con il solo fine di intrattenere: in poche parole, Ron appare più scemo di quanto già non sia.Altra scelta spiazzante è stata l’adeguarsi degli sceneggiatori a headcanon come alcune nuove ship, la battuta su Voldemort senza naso o la Casa di Albus Severus: le ho percepite un po’ come delle prese in giro.

Nonostante ciò sono decisamente soddisfatta di “Harry Potter e la malezione dell’erede”, che molti hanno accusato di andare contro il canone della saga ma che a mio parere è una storia abbastanza verosimile. Prima dell’uscita italiana sono infatti emersi diversi dettagli che presi singolarmente non hanno molto senso e possono indurre a etichettate la sceneggiatura come “FanFiction”, eppure posso assicurarvi che dietro ognuna di esse c’è una valida giustificazione; inoltre la vicenda è estremamente più complessa di quanto sembri. Magari si trovassero FanFiction scritte così bene! Certo, non sarà all’altezza della saga e non potrà mai esserlo perché, ripeto, non è un romanzo ma una sceneggiatura. Io stessa ho avuto la sensazione, come predetto dalla Rowling, che una storia simile potess essere destinata esclusivamente al teatro.

 Il mio consiglio è quindi quello di leggerlo come una sorta di spin-off del tutto staccato, e un modo originale per incontrare nuovamente vecchi amici.


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