Recensione – L’amica americana

Terzo libro della serie con protagonista Camilla Baudino. Qui la recensione de “La collega tatuata” e qui de “Una piccola bestia ferita”.

  • Autrice: Margherita Oggero
  • Genere: giallo, sentimentale, comico 
  • Prima pubblicazione: 2005
  • Prezzo di copertina: 10€
  • Numero di pagine: 315
  • Casa editrice: Mondadori  

L’autrice 

Margherita Oggero (Torino, 22 marzo 1940) è una scrittrice e insegnante italiana. Il suo primo romanzo, pubblicato da Arnoldo Mondadori Editore nel 2002, è “La collega tatuata” da cui è stato tratto il film “Se devo essere sincera”, di Davide Ferrario, con Luciana Littizzetto).

La trama

a professoressa Camilla Baudino ha messo da tempo gli occhi su una villetta sempre chiusa, nel cuore della città ma con un piccolo rigoglioso giardino. Sa che non se la potrà mai permettere, ma quando scopre che la casa è in vendita non resiste alla tentazione e chiede. La venditrice è simpatica, intelligente,una potenziale amica: Dora. Tra le due nasce un’amicizia, profonda, esclusiva. Finché la vita delle due amiche subisce un doloroso, imprevedibile scarto. E la professoressa si ritrova ben presto nel cuore di un giallo, che questa volta la vede coinvolta in prima persona.

Un estratto 

L ‘innamoramento è sempre ridicolo, pensava distrattamente Camilla, a qualunque età e in qualunque contesto, se lo si guarda dal di fuori. Bisognerebbe avere l’innocenza della prima volta, non essere capaci di osservarsi e di sdoppiarsi, bisognerebbe abbandonarsi alla pienezza del vivere senza rifletterci sopra. Bisognerebbe essere nati almeno un paio di millenni fa e avere letto tanti libri in meno. Però anche così, anche con la bilancia della consapevolezza a calcolare tutte le tare possibili, l’innamoramento è un’avventura bellissima, un’incursione in un luogo noto eppure esotico.

La recensione 

“L’amica americana”, oltre a essere il terzo libro della serie con Camilla Baudino, è anche il terzo libro della Oggero che recensisco. Non starò dunque qui a ribadire quanto il suo stile sia spiazzante o a parlare della caratterizzazione dei personaggi principali, ma mi limiterò a designare gli elementi che lo distinguono dai due prequel. 
Innanzitutto, il punto di vista principale non è solo quello di Camilla. Già nel libro precedente alcuni capitoli presentavano riflessioni di altri personaggi, tuttavia ne “L’amica americana” si possono trovare i punti di vista di quasi tutte le comparse e non ne viene mai fatto il nome. L’elemento giallo non si limita quindi a cercare di smascherare l’assassino, ma anche nell’accostare ciascun pensiero al legittimo proprietario.

Inoltre, le prime ottanta pagine sono pervase da una monotonia e da una lentezza tali che, quando arriva, il punto di distacco tra il prima e il dopo viene letteralmente “sbattuto” in faccia al lettore. Ho dunque impiegato un po’ di tempo per interessarmi alla vicenda e l’attesa è stata ripagata, per quanto riguarda lo sviluppo della trama, infatti, se possibile diventa ancora più complessa e intricata di quelle dei due romanzi precedenti. 

Infine, il triangolo sentimentale si evolve senza raggiungere ancora una stabilità, con il personaggio di Renzo che ricopre un ruolo del tutto marginale. 
Non me la sento di mettere “L’amica americana”sullo stesso piano de “La collega tatuata” e “Una piccola bestia ferita”, ma lo pongo giusto un gradino più in basso. Rimane comunque un ottima lettura e presto passerò al successivo “Qualcosa da tenere per sé”.

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...