Recensione – Alla pari

In collaborazione con Cartolibreria Brivio srl Mondadori Junior.

  • Autrice: Claudia de Lillo (Elasti)
  • Genere: commedia, sentimentale 
  • Prima pubblicazione: 2016
  • Prezzo di copertina: 17,50€
  • Numero di pagine: 237
  • Casa editrice: Einaudi 

L’autrice 

Claudia de Lillo, anche nota con lo pseudonimo di aElasti (Milano, 17 aprile 1970), è una scrittrice, giornalista e conduttrice radiofonica italiana.

Giornalista free lance, dal 2014 è conduttrice e autrice di Caterpillar AM[1], in onda tutte le mattine su Rai Radio 2.

Tiene due rubriche settimanali su D – la Repubblica delle donne, sia nell’inserto cartaceo del quotidiano La Repubblica che nella corrispondente versione online, e scrive su temi legati a donne, figli, famiglia, lavoro.

Per vent’anni ha lavorato come reporter finanziaria presso l’agenzia Reuters, dove è stata caposervizio per l’Economia fino al 2014.

È autrice del blog nonsolomamma.com, vincitore di numerosi premi e punto di riferimento, per una numerosa comunità di donne e non solo.

Scrive per l’agenda Smemoranda e collabora con AMREF.

L’8 marzo 2012 ha ricevuto l’onorificenza di Ufficiale al Merito della Repubblica[4] per aver inventato il personaggio di Elasti.

 La trama 

A poco piú di vent’anni, con un dolore da smaltire, Alice lascia gli Stati Uniti e parte per Milano a occhi chiusi, all’avventura: ragazza alla pari per sei mesi. Ovvero baby-sitter, autista, cuoca, confidente e orecchio assoluto per una famiglia da riformare. Una madre in carriera, un padre piacione, un’adolescente pestifera, un ragazzino eccentrico, un piccolo alieno e una governante dispotica. «Sei qui per darci una mano con i ragazzi ma, soprattutto, per dare stabilità e tranquillità alla nostra famiglia», le hanno spiegato. Ecco che Alice, una mail dopo l’altra – scrivendo al fratello, alla nonna, agli amici lasciati dall’altra parte dell’oceano – compone un involontario e divertentissimo romanzo epistolare a senso unico. A colpi di battute e di rimpianti, di sorrisi e di rimproveri, la protagonista di Alla pari conoscerà se stessa e troverà la propria famiglia, anzi due: quella da cui viene e quella in cui si è imbattuta. E mentre il suo sguardo cambierà il mondo intorno, il mondo cambierà lei. Perché il caos, l’amore e persino i pidocchi hanno un lato davvero imprevedibile

Un estratto 

«Portami anche un po’ di limoncello, tesoro, già che ci sei».

«No, papà. Devi stare sobrio. Se vuoi, posso darti qualche bacca goji che ti tiene su».

«Emma. Ho detto limoncello. Qui! Subito!».

Così, un’ieniezione di seleparina sottocutanea si è trasformata in un circo familiare. 

Emma ha messo il muso al padre, Tommaso leggeva in italiano le istruzioni per bucare le pance, Matteo commentava con versi di approvazione le foto di chiome setose sparpagliate sul letto e io, io ho fatto la mia prima iniezione, mentre Emilio diceva «Ahi!».

Dopo si è formato un impressionante livido nero ma probabilmente è colpa del paziente che, contrariamente alle istruzioni, ha iniziato a sfregarsi vigorosamente la pancia, dicendo che si fa così e che lo sanno tutti e che forse in America non si usa ma, in Italia,lo sfregamento è obbligatorio.

 Come vedi, nonna, va tutto a meraviglia .

Tua a.

La recensione 

“Alla pari” sembra non raccontare nulla di nuovo: una ragazza inglese, neanche troppo brutta, che si trasferisce oltreoceano per iniziare una nuova vita e magari trovare il vero amore e blablabla. L’originalità sta nel fatto che la causa del trasloco risiede nella volontà di lavorare sei mesi come ragazza alla pari e nella narrazione interamente sottoforma di e-mail. Tale scelta può far storcere il naso perché, diciamocelo, una mail (ma anche una lettera o un diario) non rende l’istantaneità del racconto, delle emozioni, non presuppone la scorrevolezza di un testo lineare e richiama anzi l’idea di una lettura frammentata. Tuttavia, come spesso accade quando mi lancio in nuovi generi, ho dovuto ricredermi e convenitene che per un racconto del genere la forma epistolare è probabile la scelta più giusta in quanto 

– permette di tenere sott’occhio lo scorrere del tempo, fattore qui non trascurabile 

– permette di approfondire la vita di personaggi che altrimenti non potrebbero comparire frequentemente, ovvero il fratello, la migliore amica e la nonna.

Per contro

– non sempre lo stile è perfettamente “pulito”: sovente la protagonista si riferisce a se stessa con participi maschili pur essendo femmina e talvolta abbonda con i punti esclamativi e interrogativi. 

Sorvolando sul lato tecnico, il punto di forza sono indubbiamente i personaggi e in particolare la famiglia Ranieri. Approfonditi e schietti, emerge subito la loro indole e l’autrice non risparmia dialoghi e pensieri apparentemente banali dietro cui si nascondono invece realtà ben più profonde (le crisi mistiche di Tommaso e l’anticonformismo di Matteo per citarne due). Poteva giusto essere ulteriormente sviluppata la figura di Pietro.

Nel complesso mi è piaciuto molto ad è stato interessante seguire lo sviluppo della trama, emozionante leggere le riflessioni di Alice su suo padre, divertente zigzagare tra i battibecchi che ci sono un po’ tra chiunque e sì, anche scoprire la nascita di un nuovo amore. Perché, diciamoci anche questo, tutti ogni tanto abbiamo bisogno di zucchero (e di limoncello, focaccia, bacche, orecchiette, gelato,… Ma questa è un’altra storia.)

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2 thoughts on “Recensione – Alla pari

  1. Avendo fatto la ragazzi alla pari a Sirmione, Milano, Spagna e Irlanda mi ha veramente incuriosita questo libro e ti ringrazio perché l’ho scoperto girovagando sul tuo blog.

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    1. Sono sicura che ti piacerà molto, allora! È un onore riuscire a incuriosire nuovi lettoti e a mia volta devo ringraziare “Con i libri in paradiso” (
      https://conilibriinparadiso.wordpress.com/) per averne segnalato l’uscita 😀

      Liked by 1 persona

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