Recensione – Il giovane Holden

In collaborazione con Cartolibreria Brivio srl Mondadori Junior

  • Autore: J. D. Salinger
  • Genere: romanzo di formazione 
  • Prima pubblicazione: 1951
  • Prezzo di copertina: 12€
  • Numero di pagine 253
  • Casa editrice: Rizzoli

L’autore 



J. D. Salinger, all’anagrafe Jerome David Salinger (New York, 1º gennaio 1919 – Cornish, 27 gennaio 2010), è stato uno scrittore statunitense.

È divenuto celebre per “Il giovane Holden” (The Catcher in the Rye), un classico romanzo di formazione che ha conosciuto una enorme popolarità fin dalla sua pubblicazione nel 1951. 

I temi principali nei lavori di Salinger sono la descrizione dei pensieri e delle azioni di giovani disadattati, la capacità di redenzione che i bambini hanno su questi, e il disgusto per la società borghese e convenzionale. Salinger fu uno degli ispiratori del movimento letterario della Beat Generation, insieme ad altri autori.

Salinger partecipò poco più che ventenne alla seconda guerra mondiale e fu tra i primi soldati americani ad entrare in un lager nazista, esperienza che lo segnerà emotivamente. Nel 1953 lasciò la sua città, New York, andando a vivere a Cornish riducendo progressivamente i contatti umani fino a vivere praticamente da recluso a partire dal 1980, forse a causa della difficoltà ad adattarsi alle luci della ribalta.

La trama

Sono passati cinquant’anni da quando è stato scritto, ma continuiamo a vederlo, Holden Caufield, con quell’aria scocciata, insofferente alle ipocrisie e al conformismo, lui e la sua “infanzia schifa” e le “cose da matti che gli sono capitate sotto Natale”, dal giorno in cui lasciò l’Istituto Pencey con una Sono passati cinquant’anni da quando è stato scritto, ma continuiamo a vederlo, Holden Caufield, con quell’aria scocciata, insofferente alle ipocrisie e al conformismo, lui e la sua “infanzia schifa” e le “cose da matti che gli sono capitate sotto Natale”, dal giorno in cui lasciò l’Istituto Pencey con una bocciatura in tasca e nessuna voglia di farlo sapere ai suoi. La trama è tutta qui, narrata da quella voce spiccia e senza fronzoli. Ma sono i suoi pensieri, il suo umore rabbioso, ad andare in scena. Perché è arrabbiato Holden?

Un estratto 

Io abito a New York, e stavo pensando al laghetto di Central Park, quello vicino a Central Park South Chissà se arrivando a casa l’avrei trovato ghiacciato, e se sì, chissà dov’erano andate le anatre. Chissà dove andavano le anatre quando il lago gelava e si copriva di ghiaccio. Chissà se arrivava qualcuno in furgone che le caricava tutte quante per portarle in uno zoo o chissà dove. O se volavano via e basta.

La recensione

Se davvero volete sentirne parlare, la prima cosa che vorrete sapere sarà dove sono nato, e che schifo di infanzia ho avuto e cosa facevano e non facevano i miei genitori prima che io nascessi, e altre stronzate alla David Copperfield, ma a me non va di entrare nei dettagli, se proprio volete la verità. Primo, è roba che mi annoia, e secondo, ai miei gli verrebbe un paio di ictus a testa se andassi in giro a raccontare i fatti loro. …”. Si apre così “Il giovane Holden”, uno di quei romanzi di cui, volente o non volente, avrai sentito o letto il titolo almeno una volta nella vita senza la più pallida idea di che cosa racconti. Mi trovo piuttosto in difficoltà nell’esprimere un mio parere al riguardo, ma un po’ di cose posso dirle sebbene non ci sia nessun filo logico a unirle. 
Innanzitutto, già dalla prima pagina sono rimasta piuttosto sconcertata – in positivo – dallo stile. Mi aspettavo una maggiore complessità, un linguaggio più ricercato, qualcosa di noioso, sinceramente. Invece ho trovato il contrario più assoluto ed è stato un sollievo poter leggere una storia piacevole senza troppi sforzi.

Il racconto inizia con Holden che lascia la scuola avventurandosi per le strade di New York, dove incontrerà i personaggi più disparati e vivrà una serie di sfortunati eventi. Tali esperienze dovrebbero essere il succo del romanzo di formazione e riportare Holden verso la retta via, eppure il finale non mi è pienamente piaciuto perché non l’ho trovato abbastanza concludente. Si evince un cambiamento di Holden, è vero, però ho sentito lo stesso la mancanza di qualcosa. La parte centrale mi ha coinvolta in modo scostante, a volte molto e a volte poco, ma nel complesso “Il giovane Holden” è un romanzo che mi ha lasciato dentro un segno e che forse non avrei apprezzato ugualmente se al posto di Holden ci fosse stato qualcun altro: Holden è un personaggio facile da prendere in simpatia, il ritratto di un giovane che non sa ancora bene che cosa farne del proprio futuro, con dei pensieri e delle riflessioni esternamente realistici. C’è in lui qualcosa di vagamente romantico, nell’eccezione originale del termine: sensibile come pochi coetanei, cosciente della propria codardia, per tutta la storia nuota in una tristezza pressoché permanente e l’unica persona in grado di comprenderlo davvero sembra essere la sorellina Phoebe. È facile immedesimarvici e difficilmente potrà essere dimenticato. 

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4 pensieri su “Recensione – Il giovane Holden

  1. Vanessa ha detto:

    Ciao, anche io ho letto “Il giovane Holden” quest’estate, ed è un libro che è mi piaciuto particolarmente. Complimenti per la tua recensione! Se vuoi passa per il mio blog (che ho aperto di recente) e dimmi che ne pensi.

    Liked by 1 persona

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