Recensione – La Compagnia dei Celestini 

Ed eccomi con la prima recensione dell’anno! 

  • Autore: Stefano Benni
  • Genere: satira, avventura, drammatico, sportivo 
  • Prima pubblicazione:  1992
  • Prezzo di copertina: sconosciuto poiché regalatomi
  • Numero di pagine: 283
  • Casa editrice: Feltrinelli 

L’autore

Stefano Benni (Bologna, 12 agosto 1947) è uno scrittore, umorista, giornalista, sceneggiatore, poeta e drammaturgo italiano. Fu candidato da Dario Fo al premio Nobel per la letteratura. 

I suoi romanzi e racconti contengono, non solo tramite la costruzione di mondi e situazioni immaginarie, una forte satira della società italiana degli ultimi decenni. Il suo stile di scrittura fa ampio uso di giochi di parole, neologismi e parodie di altri stili letterari. 

È grande amico dello scrittore francese Daniel Pennac. Fu Benni a convincere la casa editrice Feltrinelli a tradurre i primi libri di Pennac in italiano. Da allora ciascuno dei due autori è solito presentare i libri dell’altro quando questi vengono pubblicati nei rispettivi Paesi. L’opera Grazie! di Pennac è dedicata a Benni.

La trama 

Un’oscura e crudele profezia che appare sui muri, scritta da una mano invisibile, incombe sulla ricca e corrotta terra di Gladonia.

Anno 1990 e rotti: Memorino, Lucifero a Alì, gli spiriti più ribelli dell’orfanotrofio dei Celestini, fuggono per poter rappresentare Gladonia al Campionato Mondiale di Pallastrada, organizzato dal Grande Bastardo in persona, protettore degli orfani di tutto il mondo.

Al loro inseguimento si lanciano Don Biffero, il priore Zopilote dal segreto diabolico, e Don Bracco, il segugio di orfani, nonché il celebre e cinico giornalista Fimicoli con il fedele scudiero-fotografo Rosalino.

Nella fuga e nell’inseguimento si incontrano, si perdono e si ritrovano personaggi straordinari, i nove pittori pazzi Pelicorti, la bionda e misteriosa Celeste, i magici gemelli campioni da pallastrada, il re dei famburger Barbablù, il meccanico Finezza, il professor Eraclitus, l’Egoarca Mussolardi, l’uomo più ricco e fetente di Gladonia, e le numerose squadre di pallastrada provenienti da tutto il mondo, 

Un estratto 

“Che grandioso e terribile spettacolo,” disse. “Certo, vedendo tutto ciò anche a un laico quale sono io viene da pensare alla regia di una mente giusta e superiore.”

In quel momento, proprio nel nuvolone sovrastante Memorino, due sottonuvole rissose, spintonandosi, crearono quella situazione di malessere elettrico che spesso prelude a improvvisi fenomeni quali saette o fulmini ramificati.

Contemporaneamente in una modesta casa della periferia di Banessa, la signora Ovolina, donna di generosità e mitezza senza eguali, era riuscita dopo anni di vani tentativi a prendere la linea per partecipare al gioco televisivo Indovina il sorriso che consisteva nell’indovinare a quale personaggio famoso appartenesse l’impronta dentaria telemostrata. L’Ovolina sapeva la risposta e stava per vincere il primo premio della sua vita, nella fattispecie una cucina da otto milioni con forno autopulente e spiedo a cinque marce.

“Allora, signora Ovolina, sa dirci a chi appartiene questo sorriso?” disse il presentatore Mazzapone.

“Sì, il sorriso è quello di Mussola…”

In quell’istante un fulmine, nato nelle condizioni dinanzi scritte, segnò il grigio del cielo con un graffio rosso corallo e dopo aver un istante esitato sul’obiettivo da colpire, scelse una casina rosa con gerani alle finestre e una piccola antenna televisiva, scivolò giù per l’antenna, traforò la televisione e incenerì la signora Ovolina, lasciando sul tappeto solo tre etti di scorie.

“Mi dispiace, ma lei doveva dirci il nome completo,” disse Mazzapone, e passò a un altro concorrente, un pluriomicida agli arresti domiciliari che vinse la cucina.

Questa manifestazione di una mente giusta e superiore non venne però avvertita dai nostri eroi, che dall’altro della montagna accompagnarono il fulmine con un “oooh” di stupore e ammirazione.

La recensione 

Due cose di questo libro possono dirsi oggettive: 

  1.  è rocambolesco 
  2. è pesante. 

La storia di base vede inizialmente un gruppo di bambini scappare da un orfanotrofio, con l’obbiettivo di partecipare al leggendario Campionato Mondiale e segreto di pallastrada (uno sport simile al calcio ma totalmente esente da scopi di lucro e fama, fondato su valori puri e sinceri). Quando la notizia del Campionato inizia però a diffondersi tra gli adulti essi ne vedono subito una fonte di profitto personale e cercheranno quindi di rintracciare i fuggitivi per poter documentare l’evento. Perché è rocambolesco? Perché è pesante?

È rocambolesco innanzitutto per la vastità di personaggi principali e secondari che offre: alla Compagnia dei Celestini si affiancano altre squadre, ai due preti si uniscono l’uomo più ricco della città, un giornalista, un fotografo, successivamente anche un generale, mentire in secondo piano abbiamo nove celebri pittori, un avido conte, l’entità sovrannaturale del Grande Bastardo, uno zio, uno studioso, un dj, il proprietario di una catena di hamburger, mucchi di belle ragazze,.. Tutti si muovono nell’immaginaria nazione di Gladonia, da Banessa fino a Rigolone Marina per poi tornare a Banessa, e non si muovono e basta ma parlano, fanno, suppongono, creano nuovi garbugli e muovono le tasselle di un gioco di cui essi stessi fanno parte, dato che tutta la vicenda ruota attorno a un’oscura profezia. Branchi di persone di ogni genere, credo e nazionalità che vengono riversati da una stessa scatola su un tappeto comune e con un profilo psicologico più o meno approfonditi. È un libro rocambolesco anche per la massiccia dose di fantasia che lo permea e che si tramuta in una satira dell’Italia. Gladonia altro non è infatti che lo stivale galleggiante, con la capitale ospitante la Grande Meringa e le coste balneari popolate dagli stessi turisti di Rigolone Marina. La satira non si limita però alla sola geografia e si protrae per tutte le pagine, in ogni azione, in ogni parola, in ogni descrizione, è il perno centrale della storia,è la pietra miliare e la morale.

È pesante, molto, perché Benni si lancia in lunghe digressioni fine a se stesse, lungi dallo sviluppo degli eventi, dedicando interi capitoli alle altre squadre di pallastrada o avanzando pesanti critiche che occasionalmente ho saltato per riuscire a terminare il libro, e che possono indurre invece a mollarlo a metà. 

Alla trama A si aggiunge inoltre una sorta di trama B, che personalmente ho trovato affascinante quanto inquietante e disturbante. In una realtà parallela, in un luogo indefinito, in un tempo sconosciuto, tra personaggi non identificati, ci lega al mondo di Gladonia il personaggio di Occhio – di – gatto. Di lui sappiamo che faceva parte della Compagnia dei Celestini e risulta essere stato chiuso in riformatorio. Tuttavia Occhio – di – gatto è anche una delle forme in cui il Grande Bastardo può manifestarsi e numerose sono le altre citazioni che preferisco non rilevare, onde evitare eccessive anticipazioni. 

Alla fine, quindi, cosa mi è rimasto? Una grande inquietudine dovuta al finale, l’amaro in bocca per il messaggio, la certezza di non poter facilmente scordarmi di questo libro. 

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close