Sottopagina – La distopia

Salve a tutt! Come procede la vostra settimana? Su su, che domani è finalmente sabato 😀

Oggi vi propongo la neorubrica “Sottopagina” (qui il primo articolo in merito, per chi se lo fosse perso), dedicata all’approfondimento di particolari tematiche presenti in determinati libri. Attualmente sto leggendo “1984“, di George Orwell,

da cui l’approfondimento su un tema piuttosto in voga negli ultimi anni: la distopia.


Che cos’è la distopia? 

Per distopia (o antiutopia, pseudo-utopia, utopia negativa o cacotopia) s’intende la descrizione di una immaginaria società o comunità altamente indesiderabile o spaventosa. Il termine, da pronunciarsi “distopìa”, è stato coniato come contrario di utopia ed è soprattutto utilizzato in riferimento alla rappresentazione di una società fittizia (spesso ambientata nel futuro) nella quale alcune tendenze sociali, politiche e tecnologiche avvertite nel presente sono portate a estremi negativi” [tratto da Wikipedia]

Tra le principali caratteristiche troviamo la presenza di una società gerarchica, un leader che la dirige, la propaganda di un unico possibile stile di vita,  l’utilizzo di strumenti di tortura sia fisica che psicologica, scenari post-apocalittici in cui la specie umana non esiste quasi più e si conduce un’esistenza pressoché primitiva.

Perché 1984 è un romanzo distopico? 

L’ambientazione

La prima pubblicazione del libro risale al 1948, e invertendone le ultime due cifre otteniamo l’anno in cui la storia si svolge e che dà titolo al romanzo: 1984, appunto. La Terra è divisa in tre grandi potenze perennemente in lotta tra loro

  • Oceania
  • Eurasia
  • Estasia

Sappiamo che il protagonista Winston Smith, vive e lavora  nella Londra oceanica, sede dei vari ministeri.

Il Partito 

A detenere il potere è un unico partito – il Partito – articolato in vari ministri

  • Ministero della Pace, che presiede alla guerra
  • Ministro dell’ Amore, che si occupa di stilare le leggi
  • Ministro della Verità, che presiede alla propaganda, al revisionismo storico e presso cui lavora Winston
  • Ministro dell’Abbondanza, che presiede all’economia.

L’ideologia dominante è quella del Socing, termine traducibile in “socialismo inglese” . Ha come motto

La guerra  è pace

La libertà è schiavitù

L’ignoranza è forza

Il lavoro di Winston consiste nella falsificazione di giornali ove vi siano state a pubblicate previsioni errate da parte del Grande Fratello, nomi di dissidenti “fatti sparire” e più generalmente tutto ciò che può compromettere l’idea dell’infallibiità del Partito.Il passato viene quindi modellato a piacimento e diventa impossibile distinguere il vero dal falso.

Chiunque lavori per il Partito è inoltre obbligato a installare nella propria abitazione un teleschermo, marchingegno capace di registrare e trasmettere immagini e suoni. Se non siete abili a padroneggiare le vostre emozioni, basta un’occhiata per ricevere dalla Psicopolizia l’accusa di voltoreato o una parola di troppo per quella di psicoreato. Inoltre, un membro del Partito non può fare acquisti presso il mercato libero sto prolet (proletari) o intrecciare una relazione con un altro membro del Partito. Va infine specificato che la famiglia è vista unicamente come agenzia volta a produrre figli e che i figli stessi vengono sin dall’infanzia incoraggiati a denunciare comportamenti sospetti di genitori e parenti.

Il Grande Fratello 

Il Grande Fratello riprende fisicamente le figure di Hitler e Stalin ed è a tutti gli effetti un dittatore.

Nessuno ne conosce la reale identità o l’ha mai visto, in compenso ogni angolo della città è tappezzato da manifesti recanti la scritta “Il Grandr Fratello ti guarda” (avete presente quri quadri realizzati con una tecnica particolare tale che quando vi muovete un dettaglio sembra seguirvi? Ecco, gli occhi del manifesto sono uguali). Palesemente tale messaggio vorrebbe essere interpretato come “Il Grande  Fratello si preoccupa per voi”,  mentre in realtà minaccia ed esplicita una totale mancanza di privacy e un controllo 24 ore su 24.

Emmanuel Goldstein

Emmanuel Goldstein è il nemico numero uno del Grsnde Fratello e quindi dello stato. Si vocifera l’esistenza di una Confraternità da lui fondata per abbattere il regime totalitario. Ogni giorno a partire dalle 11.00, in ogni ufficio e luogo pubblico, si tengono inoltre manifestazioni di isteria collettiva contro di lui: i famosi “Due minuti d’odio”, in cui vengono mostrate su un teleschermo immagini che lo ritraggono, scene di guerre, discorsi falsificati contro lo stato, il tutto accompagnato da suoni e rumori fastidiosi atti a suscitare negli spettatori un involontario coinvolgimento emotivo. In realtà, Emmanuel Goldstein altro non è che un capro espiatorio utilizzato per addossargli la mancata efficienza dello stato.

La neolingua

Si tratta di una lingua imposta dallo stato e con il fine di ridurre il più possibile l’uso della mente nella formulazioni di pensieri e quindi di esprimere concetti contrari all’ortodossia del Socing. Alcuni esempi di interventi linguistici:

  • conservare per ogni termine un solo significato, ben definito e privo di sfumature, ed eliminare tutti i suoi sinonimi: ad esempio “uguali” inteso solo come “coincidenti”, o “coltello” usato anche per indicare l’atto del tagliare. Ciò avrebbe reso concetti come “uguali davanti alla legge” o “tagliare i viveri” inesprimibili, se non con espressioni lunghe, complicate e quindi dispersive e incomprensibili;
  • sostituire comparativi e superlativi con i prefissi “più-” e “arcipiù-“, e i contrari con “s-“: partendo da “buono”, ad esempio, si ottengono “piùbuono”, “arcipiùbuono”, “sbuono”, “piùsbuono”, rendendo superflua un’ampia serie di vocaboli come “ottimo”, “migliore”, “cattivo”, “pessimo”, “peggiore”, “orrendo” e così via;
  • introdurre una serie di abbreviazioni e parole composte, soprattutto dal significato politico, che in realtà coprivano un’ampia serie di concetti complessi.

Il bipensiero

Coerentemente all’idea di un passato modificabile, i cittadini sono tenuti ad adattarsi al bipensiero, ovvero l’accettazione di due verità opposte tra loro, cosicché ciascuna di esse possa essere assunta quando necessario. L’esempio più lampante è l’accettazione che  Oceania ed Eurasia siano sempre state alleate, quando fino a un giorno prima erano in guerra.

Altri romanzi distopici

La fattoria degli animali 

Sempre di Orwell, è ambientato in una fattoria dove gli animali, stanchi dello sfruttamento dell’uomo, si ribellano. In realtà si tratta di una parodia fiabesca sulla deriva totalitaristica dell’Unione Sovietica.

I viaggi di Gulliver


Nel suo ultimo viaggio, il dottor Lemuel Gulliver incontra due popoli differenti: gli yahoos (uomini scimmia che rappresenterebbero il male e la corruzione dell’umanità) e gli houyhnhnms (cavalli intelligenti che hanno saputo creare una società regolata dalla ragione e che rappresenterebbero l’aspirazione a un’umanità migliore).

Fahrenheit 451

Ambientato in un imprecisato futuro posteriore al 1960, vi si descrive una società distopica in cui leggere o possedere libri è considerato un reato, per contrastare il quale è stato istituito un apposito corpo di vigili del fuoco impegnato a bruciare ogni tipo di volume.

Il signore delle mosche 

Durante una tempesta, un aereo che trasporta alcuni ragazzi inglesi, messi in salvo dalla città in guerra, precipita nei pressi di un’isola deserta. A un’iniziald senso di libertà dovuto all’assenza di adulti, si sostituisce però presto una rozza discesa nella barbarie che segnerà la fine dell’infanzia per i protagonisti. Qui trovate la mia recensione in merito.

La trilogia di “Hunger Games

Quando Katniss urla “Mi offro volontaria, mi offro volontaria come tributo!” sa di aver appena firmato la sua condanna a morte. È il giorno dell’estrazione dei partecipanti agli Hunger Games, un reality show organizzato ogni anno da Capitol City con una sola regola: uccidi o muori.

La trilogia di “Divergent”

Dopo la firma della Grande Pace, Chicago è suddivisa in cinque fazioni consacrate ognuna a un valore: la sapienza per gli Eruditi, il coraggio per gli Intrepidi, l’amicizia per i Pacifici, l’altruismo per gli Abneganti e l’onestà per i Candidi. Beatrice deve scegliere a quale unirsi, con il rischio di rinunciare alla propria famiglia. Prendere una decisione non è facile e il test che dovrebbe indirizzarla verso l’unica strada a lei adatta, escludendo tutte le altre, si rivela inconcludente: in lei non c’è un solo tratto dominante ma addirittura tre! Beatrice è una Divergente, e il suo segreto – se reso pubblico – le costerebbe la vita.

La serie di “The Maze Runner”

Quando Thomas si risveglia, le porte dell’ascensore in cui si trova si aprono su un mondo che non conosce. Non ricorda come ci sia arrivato, né alcun particolare del suo passato, a eccezione del proprio nome di battesimo. Con lui ci sono altri ragazzi, tutti nelle sue stesse condizioni, che gli danno il benvenuto nella Radura, un ampio spazio limitato da invalicabili mura di pietra, che non lasciano filtrare neanche la luce del sole. L’unica certezza dei ragazzi è che ogni mattina le porte di pietra del gigantesco Labirinto che li circonda vengono aperte, per poi richiudersi di notte. Ben presto il gruppo elabora l’organizzazione di una società disciplinata dai Custodi, nella quale si svolgono riunioni dei Consigli e vigono rigorose regole per mantenere l’ordine. Ogni trenta giorni qualcuno si aggiunge a loro dopo essersi risvegliato nell’ascensore. Il mistero si infittisce quando – senza che nessuno se lo aspettasse – arriva una ragazza. È la prima donna a fare la propria comparsa in quel mondo, ed è il messaggio che porta con sé a stupire, più della sua stessa presenza. Un messaggio che non lascia alternative. Ma in assenza di qualsiasi altra via di fuga, il Labirinto sembra essere l’unica speranza del gruppo… o forse potrebbe rivelarsi una trappola da cui è imposibile uscire.

E ancora

  • Io sono leggenda – Richard Matheson
  • Arance meccanica – Anthony Burgess
  • La svastica sul sole- Philip K. Dick
  • Il pianeta delle scimmie – Pierre Boulle
  • Elianto – Stefano Benni
  • Non lasciarmi – Kazuo Ishiguro
  • Cell – Stephen King
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5 pensieri su “Sottopagina – La distopia

    • Gaia ha detto:

      Grazie! E il libro ti sta piacendo? Dove sei arrivata? Io sono nella seconda parte e mi sta piacendo più della prima, che ho trovato un po’ troppo descrittiva 🙂

      Mi piace

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