Recensione – Orgoglio e pregiudizio 

Eccola qui, finalmente!

  • Autrice: Jane Austen
  • Genere: classico, sentimentale, introspettivo 
  • Prima pubblicazione: 1813
  • Prezzo di copertina: 8,92 €
  • Numero di pagine: 594 + contenuti extra
  • Casa editrice: Mondadori (Oscar Junior)


Jane Austen (Steventon, 16 dicembre 1775 – Winchester, 18 luglio 1817) è stata una scrittrice britannica, figura di spicco della narrativa preromantica nonché tra le autrici del panorama letterario inglese più famose e conosciute al mondo.


I Bennet vivono con le cinque figlie a Longbourne, nello Hertfordshire. Charles Bingley, ricco scapolo, va ad abitare vicino a loro con le due sorelle eun amico, Fitzwilliam Darcy. Bingley e Jane, la maggiore delle Bennet, si innamorano; Darcy, attratto dalla seconda, Elisabeth, la offende con il suo comportamento altezzoso, dando vita a una lunga serie di malintesi.


Se una donna nasconde i suoi sentimenti con la stessa abilità anche all'uomo che li ha ispirati, può perdere l'occasione di conquistarlo, e sarebbe allora ben magra consolazione sapere che anche il resto del mondo è all'oscuro di tutto. In quasi ogni affetto c'è tanta parte di gratitudine, o di vanità, che non c'è da fidarsi a lasciarlo in balia di se stesso. Tutti possono dare il via liberamente a un sentimento e l'inclinazione verso qualcuno è più che naturale, ma sono pochi coloro che hanno abbastanza cuore da innamorarsi veramente senza alcun incoraggiamento. Nove volte su dieci una donna farebbe meglio a mostrare più simpatia di quella che prova. 


Il pregiudizio a cui si accenna nel titolo è probabilmente il sentimento con cui inizialmente mi sono approcciata a questo libro, confesso infatti di averlo inizialmente bollato come harmony. Le prime cento pagine le ho infatti trovate piuttosto pesanti, in quanto non succede praticamente nulla di rilevante, e ciò mi ha ricordato perché qualche anno fa io l'abbia mollato senza troppi rimorsi. Viene mostrato uno spaccato di vita delle diverse famiglie, assistiamo alle varie chiacchierate frivole, ci facciamo insomma un'idea del genere di ambiente in cui ci apprestiamo smuoverci. 

Superato l'ostacolo la storia ha iniziato però a prendere una piega più coinvolgente, sebbene il mio interesse si sia mosso tra alti e bassi in maniera incostante. 

In particolare mi è piaciuta l'ironia lampante di Jane Austen e la sua capacità di procurare l'orticaria attraverso personaggi come là signora Bennet o il signor Collins, di cui a fatica si digerisce il comportamento, proprio come succede alla protagonista Elizabeth. Merita una menzione un personaggio così fuori dagli schemi sociali imposti, similmente alla Jane Eyre della Brontë.

La storia non manca infine di riflessioni e riconosco di essermi sbagliata etichettandolo. Consigliato a chi cerca una lettura leggera ma non banale. 

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