Non ditelo ad Alice Basso – 10 domande alla scrittrice più nominata qui sopra

Ormai dovreste averlo capito che in realtà il blog si chiama “L’ultima pagina del libro – Possibilmente uno di Alice Basso” 😀 . E pensare che tra pochi giorni sarà un anno esatto da quand’ho creato questo piccolo spazio… E il primo articolo era proprio su Alice Basso 😂. Tutto ciò è molto imbarazzante, fatto sta che oggi esce il suo terzo romanzo con protagonista Vani Sarca:

Non ditelo allo scrittore

Per l’occasione Alice ha accettato gentilmente di sottoporsi a un mini interrogatorio da parte mia, quindi non fatemi fare brutta figura e riempite questo articolo di interazioni! 🙂


Alice Basso è nata nel 1979 a Milano e ora vive in un ridente borgo medievale fuori Torino. Lavora in una casa editrice. Nel tempo libero finge di avere ancora vent’anni e canta in una band di rock acustico per cui scrive anche i testi delle canzoni. Suona il sassofono, ama disegnare, cucina male, guida ancora peggio e di sport nemmeno a parlarne. Per Garzanti ha pubblicato “L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome” e “Scrivere è un mestiere pericoloso”.
1. Ciao Alice, grazie per essere sempre così disponibile e benvenuta sul mio blog! Senza farci troppi spoiler, puoi delinearci a grandi linee la trama di “Non ditelo allo scrittore”? In cosa si differenzia dai romanzi precedenti? Tralasciando che comunque la trama gira già su internet 😀
Ve la racconto in un modo diverso da quello che gira su internet 😀 Questo è un libro in cui s’intrecciano tre storie, cioè a Vani capitano tre cose principali. Una è l’avventura più prettamente editoriale: il capo di Vani, quella mer… quell’essere spregevole che è l’editore Enrico Fuschi, ha motivo di sospettare che dietro a un grosso bestseller pubblicato anni prima dall’editore che l’aveva preceduto si celasse un ghostwriter. Per una serie di catastrofi legali, diventa fondamentale scoprirlo con certezza. E chi meglio di una ghostwriter può stanare un altro ghostwriter? Così, Enrico sguinzaglia Vani a caccia di questo ignoto scrittore… caccia che rivelerà una serie di sorprese.

Nel frattempo – e questa è la seconda trama – Vani continua a fare la consulente per la polizia; o meglio, continuerebbe, se il commissario Berganza non stesse facendo di tutto per tenerla lontana dal caso a cui sta lavorando. Perché, anche se lui per primo sa benissimo che Vani è un’ottima collaboratrice (e avrebbe anche molto interesse personale a lavorare fianco a fianco con lei), stavolta la faccenda è parecchio pericolosa (ha a che fare con un boss dello spaccio di eroina) e a lui che Vani si metta in pericolo proprio non va.

Questa “doppia missione” di Vani cede il passo di quando in quando a dei flashback dalla terza storia che si intreccia alle precedenti: questa però è una storia del passato, la storia della Vani del liceo, del suo fidanzato dell’epoca e soprattutto delle sue lezioni di letteratura inglese e di vita con il professor Reale.
Cosa c’entrano queste storie le une con le altre? Non sembra, ma c’entrano, c’entrano… 🙂

2. Dove hai trovato l’ispirazione per decidere a quale nuova avventura Vani sarebbe dovuta andare incontro?

Ma sai che non lo so? Probabilmente è un collage di ispirazioncine, di piccoli suggerimenti, che tutti cuciti insieme hanno contribuito a creare la trama. per esempio, una grossa parte del libro riguarda il tema della notorietà dello scrittore, del rapporto fra lo scrittore e il pubblico, e un sacco di spunti divertenti mi sono arrivati dalle presentazioni in giro per l’Italia che ho fatto in questi anni. Un’altra componente forte è – ancora una volta – il rapporto fra libri e vita vera, e per quella ho attinto a piene mani alle lezioni che io veramente ricordo del mio, di liceo (il professore di letteratura inglese di Vani è un frullatone di tutta una serie di miei ottimi professori. Non a caso l’ho chiamato Reale!). E questo solo per fare due esempi, ma potremmo continuare…

3. Dopo la trilogia con protagonista Vani- ah, ma è una trilogia, vero?

Pentalogia!!! Sempre che me lo lascino fare, s’intende! 😀 Ma io ho in testa una storia generale che dura cinque libri, quindi siamo solo a metà!

4. Dicevamo, dopo la pentalogia con protagonista Vani ti piacerebbe cimentarti nella stesura di un romanzo completamente diverso? 
Eccome! Non perché voglia sbarazzarmi di Vani, eh: ho ancora un casino di roba da farle fare e mi diverto tantissimo a scrivere di lei. Però ho un sacco di storie in testa e non tutte necessariamente la riguardano. Prima o poi, per esempio, mi piacerebbe moltissimo scrivere un romanzo per ragazzi.

5. A proposito di “pentalogia con protagonista Vani”: con che soprannome vorresti che fosse indicata tale serie? (Per capirci: pentalogia di Vani, pentalogia della scrittrice senza nome, pentalogia senza nome 😂 o che altro?)

Uh, questo sarebbe utile da sapere! Che ne dici di “Ghostwriter”, come nome della serie? Io volevo intitolare il primo libro proprio così, “Ghostwriter”, semplicemente, ma le mie sagge editor mi hanno fatto no no col ditino e mi hanno fatto notare che non tutti sono tenuti a sapere chi sia un ghostwriter – anzi, magari sentono “ghost” e pensano a un romanzo sui fantasmi. Effettivamente avevano ragione (le mie editor sanno fare il loro mestiere, oh sì.)

6. È possibile che la suddetta possa prima o poi venire adattata per la televisione? Ti piacerebbe o temi che potrebbe subire storpiature troppo rilevanti? Che attori sceglieresti per interpretare i vari personaggi? (Se non erro te l’avevano già chiesto a Genova, ma la mia memoria fa abbastanza schifo)
Nemmeno io mi ricordo se me l’avessero chiesto quando ci siamo incontrate, ma 1) nemmeno io mi ricordo mai niente, e 2) tanto me lo chiedono comunque spessissimo! Sì, certo, mi divertirei tantissimo se facessero un adattamento, specialmente se potessi partecipare alla produzione e sbirciare da dietro le quinte come si lavora a queste cose! Quanto agli attori, ti confesso che di italiani ne conosco pochi pochissimi, e uno degli sport preferiti delle mie lettrici è proprio suggerirmi il cast: il che significa che ogni tanto apro una email o un messaggio di Facebook, e bam!, il mio monitor si riempie del faccione di un ipotetico Berganza, o Riccardo, o di una Vani. E’ troppo divertente guardare chi i lettori vedrebbero in quale ruolo!

Primo libro della serie, 2015
7. A distanza di due anni dalla pubblicazione del tuo primo libro, pensi di aver mantenuto invariato il tuo stile narrativo o ritieni si sia verificato un qualche cambiamento? 

Guarda, così su due piedi ti direi di sì, perché sulla carta (che espressione appropriata) cerco di seguire sempre le solite linee guida: ritmo il più possibile brillante, un certo grado di comicità, un certo grado di cinismo. Solo che sono un sacco i lettori che mi hanno detto di avere percepito una differenza fra il primo e il secondo libro. Fortunatamente una differenza in positivo: mi dicono che il primo libro li ha fatti ridere ma che trovavano che nel secondo la scrittura fosse più, aspetta, qualcosa tipo più libera, più disinvolta. Come se mi fossi messa più a mio agio. Il che mi fa un sacco ridere, perché dopo il successo (totalmente inatteso!) del primo libro ho avuto una botta di ansia da prestazione che lèvati!

8. Similmente, pensi di aver fatto intraprendere ai tuoi personaggi una sorta di maturazione psicologica?

Mah, spero proprio di sì, visto che l’evoluzione psicologica di Vani è un po’ il vero fulcro di tutta la pentalogia! Ma qui sento già il Grande censore degli Spoiler guardarmi male da dietro il suo scranno da giudice del Settecento e minacciarmi col suo martelletto, quindi mi cucio la bocca…

Secondo libro della serie, 2016
9. C’è  stato, nel corso della stesura dei tre romanzi, un momento ino cui hai pensato di non farcela?

Proprio non farcela no, ma di certo i momenti ardui ci sono: come dicevo prima, quando si avvicina l’uscita del tuo ultimo libro e quello prima è andato meglio di quanto osassi sperare, e di colpo questa che sarebbe una cosa bellissima si trasforma in un’arma a doppio taglio perché ti induce a pensare “Non può continuare sempre così, vedrai che adesso le aspettative saranno così alte che di sicuro deluderai tutti”; oppure quando la redazione ti manda le bozze in versione ultima ultimissima superdefinitiva e tu le leggi e RISCRIVERESTI TUTTO e OMMIODDIO NON POSSO VERAMENTE STARE PER FAR USCIRE UNA ROBA DEL GENERE; oppure quando hai cinquanta presentazioni fissate e lavori nove ore al giorno e stai organizzando un convegno un concerto e il tuo matrimonio ed è venerdì e “Ce la faresti a inserire altri due capitoli per approfondire questo tema collaterale, diciamo per lunedì?”…

10. La domanda più strana che ti hanno mai rivolto? E cos’hai risposto?  

Aspe’, fammici pensare. Mi ricordo un’intera intervista fattami da una psicanalista (tra l’altro una tipa in gambissima, eh), le cui domande però erano così elevate e complesse che per tutto il tempo ho avuto la netta sensazione di stare rispondendo come un moccioso di cinque anni che prende il posto del fratello maggiore all’esame per l’ammissione ad Astrofisica… Ah, e poi è stata memorabile anche quella volta in cui mi hanno chiesto come mai nei miei romanzi il sesso fosse così disdicevolmente poco. Credo di avere risposto “Me lo chiedo anch’io” e lasciato intendere di stare valutando una svolta osé delle avventure di Vani: chissà se il pubblico ha capito che ero ironica o se il boom di vendite che c’è stato di lì a poco si è dovuto a quello!

  • Titolo: Non ditelo allo scrittore
  • Autrice: Alice Basso
  • Numero di pagine:  340
  • Prezzo di copertina: 16,90€

Sinossi: Questa volta, il compito affidato a Vani dal direttore della sua casa editrice è una vera e propria sfida: deve scovare un suo simile, un altro ghostwriter che si cela dietro uno dei più importanti romanzi della letteratura italiana. Solo lei può farlo uscire dall’ombra. Ma per renderlo un comunicatore perfetto, lei che ama solo la compagnia dei suoi libri e veste sempre di nero, ha bisogno del fascino ammaliatore di Riccardo. Lo scrittore che le ha spezzato il cuore, ora è pronto a tutto per riconquistarla. Intanto il commissario Berganza è sicuro che Vani sia l’unica a poter scoprire come un boss agli arresti domiciliari riesca comunque a guidare i suoi traffici. Ma non è l’unico motivo per cui desidera averla vicino. E quando la vita del commissario è in pericolo, Vani rischia tutto per salvarlo..

P. S. Stanco/a della città? Vuoi passare un bel weekend all’aria aperta in compagnia di gente simpatica? O semplicemente mangiare gratis? Allora ti aspetto domenica 4 giugno ad Aosta 🙂

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3 thoughts on “Non ditelo ad Alice Basso – 10 domande alla scrittrice più nominata qui sopra

    1. Grazie mille! Con Alice c’è sempre da divertirsi 😂
      P. S. Scusami se non ti ho più risposto alla tua mail, colgo l’occasione per ringraziarti della spiegazione e per dirti che ho pubblicato parte della recensione sull’Instagram del blog 🙂

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