Recensione – Zia Mame

  • Autore: Patrick Dennis
  • Genere: comico, sentimentale 
  • Prima pubblicazione: 1955
  • Prezzo di copertina: 12,00€
  • Numero di pagine: 354 + postfazione di 26 pagine 
  • Casa editrice: Adelphi


Patrick Dennis, pseudonimo maggiormente noto di Edward Everett Tanner III (Evanston, 18 maggio 1921 – New York, 6 novembre 1976), è stato uno scrittore statunitense. 

La vita privata di Patrick Dennis fu particolare e per certi versi rocambolesca. Noto per i suoi comportamenti sopra le righe e per il vizio di spogliarsi in pubblico nei contesti meno adatti[1], il 30 dicembre 1948 sposò l'aristocratica Louise Stickney (da cui ebbe anche due bambini), ma in seguito fu anche al centro di relazioni omosessuali divenendo popolare sulla scena gay del Greenwich Village di New York (proprio come il suo personaggio Zia Mame era diventata un'icona gay ante litteram).

Dopo varie vicende che lo portarono a perdere tutto il patrimonio accumulato durante la sua carriera di scrittore, trascorse l'ultima parte della sua vita servendo come maggiordomo (in incognito) in California.

Immaginate di essere un ragazzino di undici anni nell’America degli anni Venti. Immaginate che vostro padre vi dica che, in caso di sua morte, vi capiterà la peggiore delle disgrazie possibili, essere affidati a vostra zia – che non conoscete. Immaginate che vostro padre – quel ricco, freddo bacchettone di vostro padre – poco dopo effettivamente muoia, nello spogliatoio del suo golf club. Immaginate di venire spedito a New York, di suonare all’indirizzo che la vostra balia ha con sé, e di vedervi aprire la porta da una gran dama leggermente equivoca, e soprattutto giapponese. Ancora, immaginate che la gran dama vi dica «Ma Patrick, caro, sono tua zia Mame!», e di scoprire così che il vostro tutore è una donna che cambia scene e costumi della sua vita a seconda delle mode che regolarmente anticipa. A quel punto avete solo due scelte, o fuggire in cerca di tutori più accettabili, o affidarvi al personaggio più eccentrico, vitale e indimenticabile che uno scrittore moderno abbia concepito, e attraversare insieme a lei l’America dei tre decenni successivi in un foxtrot ilare e turbinoso di feste, amori, avventure, colpi di fortuna, cadute in disgrazia che non dà respiro – o dà solo il tempo, alla fine di ogni capitolo, di saltare virtualmente al collo di zia Mame e ringraziarla per il divertimento.

La porta dell’ascensore si aprì, ci lasciò uscire, e si richiuse alle nostre spalle. Eravamo soli.

“Maria Vergine, l’antro del demonio!” esclamò Norah.

In effetti, ci trovavamo in un ingresso con le pareti nere come la pece. L’unico lume proveniva dagli occhi gialli di un bizzarro idolo pagano con due teste e otto braccia, appoggiato su un piedistallo di tek. Di fronte a noi c’era una porta rosso lacca. Non sembrava la casa di una signora spagnola. Anzi, non sembrava proprio una casa.

Anche se avevo ormai dieci anni, mi aggrappai alla mano di Norah.

“Oh Dio, è come il gabinetto delle signore all’Oriental Theater, vero o no?” gemette lei.

Subito dopo si attaccò al campanello, e quando la porta si aprì non riuscì a trattenere un gridolino:

“Dio mio, un cinese!”M

[…]

“Ma scusi, perché non mi ha detto che arrivavate oggi? Non mi sarei neanche sognata di dare una festa!”

“Veramente, signora, le ho mandato un telegramma”.

“Sì, ma nel telegramma si diceva che sareste arrivati il 1° luglio, domani. Oggi è solo il 31 giugno…”

Norah scosse la testa con aria grave. “Veramente, signora, oggi è il 1° luglio, mannaggia a me”.

La signora esplose in una risata argentina: “Su, non facciamoci ridere dietro, lo sanno anche i bambini : “Trenta dì conta novembre, con april, giugno e …”. Oh santo cielo”. Pausa. “Ma caro,” disse con aria melodrammatica “allora io sono tua zia Mame!”.

Spesso ho letto commenti entusiasti su questo romanzo, senza capire bene di cosa parlasse, e dopo averlo terminato anche io non posso che darvi ragione! 

Mame Dennis è una donna tutt'altro che tradizionale: legge Proust, Marx, Freud, va a teatro, possiede un'infinità di vestiti, gioielli, e ha più soldi di quanti riesca a spenderne. Addirittura, quando dopo la morte del fratello si ritrova a dover crescere il nipote Patrick, il primo provvedimento che prende è quello di iscriverlo in una scuola dove gli alunni girano completamente nudi. Proprio Patrick ci narra, attraverso undici racconti cronologici, la vita di zia Mame e le sue stramberie

Contribuisce al coinvolgimento emotivo anche l'interazione di personaggi fittizi con eventi storici reali, quali la Grande Depressione o la Seconda Guerra Mondiale. Tali incontri non solo determinano in maniera rilevante l'andamento della trama, ma permettono inoltre di riflettere sulle conseguenze concrete da essi scaturite e contribuiscono a formare dei profili psicologici tridimensionali.

La storia copre infatti un arco di trent'anni e non si può rimanere indifferenti all'evoluzione di Mame, Patrick e del loro rapporto.

Il personaggio della zia irrompe fin dall'inizio come una figura devastante, impetuosa, abbagliante e capace di spiccare sulle numerose personalità popolanti Il romanzo; tanto che quando Patrick cresce e acquista centralita nelle vicende, paradossalmente diventa anche un personaggio poco interessante. Si percepisce molto la mancanza di Mame, che continua a riverire il nipote nonostante quest'ultimo si ponga spesso con lei in atteggiamento provocatorio e conflittuale. 

Dal suo canto Mame invecchia. È brutto da dire ma è così: invecchia. La conosciamo nel 1929 durante una festa e quando il libro si chiude, negli anni '50, ha ormai i capelli grigi. Ma sta dando di nuovo una festa. Perché Mame non cambia mai, Mame è davvero uno di quei personaggi che alla fine ti spiace salutare. 

Il mio consiglio è dunque di non lasciarsi spaventate dalla mole di quasi quattrocento pagine: scorrono lisce come l'olio.

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