Recensione – L’alchimista


Autore: Paulo Coelho                            Genere: romanzo di formazione       Prima pubblicazione: 1988              Prezzo di copertina: 12€ per l’edizione normale, 15,30€ per quella in foto                                               Numero di pagine: 184                       Casa editrice: Bompiani

L’autore

Paulo Coelho è nato a Rio de Janeiro il 24 agosto 1957. Avverso ale regole che gli vengono imposte durante la gioventù, in particolare l’imposizione della preghiera, fu ricoverato in un ospedale psichiatrico nel 1965 e nel 1966. Manifestato l’interesse verso il teatro, allora malvisto, nel 1967 venne sottoposto al trattamento dell’ elettroshock . Nel 1986 si riavvicinò al Cristianesimo e nel 1987 pubblica”Il Cammino di Santiago”, in cui racconta la propria conversione spirituale. 

La trama 

“L’Alchimista” è la storia di una iniziazione. Ne è protagonista Santiago, un giovane pastorello andaluso il quale, alla ricerca di un tesoro sognato, intraprende quel viaggio avventuroso, insieme reale e simbolico che lo porterà fino all’Egitto delle Piramidi. E sarà proprio durante il viaggio che il giovane, grazie all’incontro con il vecchio Alchimista, salirà tutti i gradini della scala sapienziale: nella sua progressione sulla sabbia del deserto e, insieme, nella conoscenza di sé, scoprirà l’Anima del Mondo, l’Amore e il Linguaggio Universale, imparerà a parlare al sole e al vento e infine compirà la sua Leggenda Personale.

Un estratto

Tutti, all’inizio della gioventù, sanno qual è la propria Leggenda Personale.In quel periodo della vita tutto è chiaro, tutto è possibile e gli uomini non hanno paura di sognare e di desiderare tutto quello che vorrebbero voler fare nella vita. Ma poi, a mano a mano che il tempo passa, una misteriosa forza comincia a tentare di dimostrare come sia impossibile realizzare la Leggenda Personale. […] Sono le forze che sembrano negative, ma che in realtà ti insegnano a realizzare la tua Leggenda Personale. Preparano il tuo spirito e la tua volontà. Perché esiste una grande verità su questo pianeta: chiunque tu sia o qualunque cosa tu faccia, quando desideri una cosa con volontà è perché questo desiderio è nato nell’anima dell’Universo.



La recensione 

“L’alchimista”, di Coelho, non è un libro facile di cui scrivere. Non è un romanzo vero e proprio ma più il racconto di un percorso di crescita interiore. Se vi aspettate di leggere qualcosa di avventuroso e ricco di colpi di scena, puntate su altro. La lettura de “L’alchimista” è molto lineare, pacata. Tutto ruota attorno alla Leggenda Personale del protagonista, ai suoi sforzi per realizzarla. al Linguaggio Universale e all’Anima del Mondo. È un libro ricco di simboli, di fede, di spunti di riflessione e frasi davvero bello. Cohelo sa scrivere e sa ciò di cui scrive. 

Tuttavia ho fatto abbastanza fatica a terminarlo, nonostante il numero di pagine. Da una parte perché- è proprio il caso di dirlo- non è il mio genere e dall’altra perché il coinvolgimento emotivo è stato piuttosto basso. Mi è piaciuta la storia, però il modo in cui è stata sviluppata ha bruciato quell’interesse iniziale. Spesso ho trovato il contenuto eccessivamente pesante e ripetitivo.       


                                                        

Inoltre Santiago, il pastore protagonista, è indubbiamente il personaggio che mi è piaciuto di meno: sempre a pensare alle sue pecore, così indugiante, scostante, non ho trovato niente in lui che mi suscitasse un minimo di empatia e mi spingesse a fargli il tifo. Al contrario, sono rimasta colpita dalla figura del re di Salem. 

I capitoli sono molto brevi e non superano quasi mai le quattro pagine. Ciò ha alleggerito la narrazione rendendola però frammentata.                                       

Lo stile è elaborato pur rimanendo semplice, diventa però più difficile da seguire durante i grandi monologhi interiori in cui Santiago (il cui nome viene scritto solo due volte) si lascia andare più volte.

C’è poco da fare, Coelho piace o non piace. Non è un autore da prendere alla leggera, ma tra me e lui non è scoccata la scintilla. Concludo ribadendo che “L’alchimista” è oggettivamente un buon libro, scritto accuratamente e ricco di valori, sebbene a mio parere apprezzabile da una cerchia ristretta di persone.

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